The Goethe

Hotel Roma
Il richiamo del viaggio

Il progetto di comunicazione per The Goethe Hotel nasce dal concetto di Wanderlust — parola tedesca che indica il desiderio profondo di viaggiare, quell'impulso irrefrenabile verso la scoperta che animava gli intellettuali romantici nel loro Grand Tour. Wanderlust è il desiderio di andare oltre il proprio mondo, di cercare l'altrove: riflette una spinta alla crescita personale attraverso l'esplorazione dell'ignoto, l'incontro con culture e modi di vita nuovi. È da questo presupposto che nasce l'intero progetto di comunicazione dell'hotel.

The Goethe Hotel, ispirato al Grand Tour di Johann Wolfgang von Goethe, si propone come un luogo unico e speciale, pensato per regalare ai propri ospiti un'esperienza di viaggio incomparabile. L'hotel non è un punto d'arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio: parte integrante di un itinerario in una delle città più belle del mondo.

Il nome del progetto: Le affinità elettive
Richiama l'affinità chimica, quella proprietà per cui alcuni elementi tendono a legarsi con determinate sostanze piuttosto che con altre. È esattamente questo che si vuole scatenare nel visitatore di The Goethe: un'affinità elettiva tra lui e la sua esperienza in hotel. La convinzione di fondo è che l'intensità di un'esperienza nasca dalla cura del dettaglio: quanto più i dettagli sono precisi, quanto più l'esperienza risulta appagante.

Dalla teoria dei colori alla piuma di Goethe

Anche nello studio dell'identità visiva è lo scrittore a indicare la direzione. Dalla Teoria dei Colori di Goethe, secondo cui non è la luce a nascere dai colori, ma il contrario, e i colori non sono "primari" ma nascono dall'incontro tra luce e oscurità, nasce una palette che affida al colore il compito di custodire e rivelare un'emozione, aiutando chi la osserva a fissare i propri ricordi.

Tra classico e contemporaneo

Il moodboard costruisce un immaginario in equilibrio tra la statuaria classica e il gesto contemporaneo, tra la Roma del Grand Tour e lo sguardo di oggi. Mani che sfiorano busti di marmo, dettagli di gioielli e orologi da taschino, sculture bendate: le immagini raccolte fissano un sentiment fatto di eleganza, memoria, sensualità e desiderio di scoperta, in un gioco costante di attrazione reciproca tra epoche diverse.

L'oro, per Goethe luce attenuata dalle tenebre, è nella psicologia del colore associato a ricchezza, successo e conoscenza: un colore che parla di fiducia, prestigio e status. Il blu, oscurità toccata dalla luce, rappresenta invece calma, profondità, lealtà ed equilibrio, ma anche spiritualità e mistero.

Il logo nasce dalla fusione tra la "G" di Goethe e la piuma d'oca, lo strumento che gli scrittori del passato utilizzavano per dare vita alle proprie opere. La costruzione si basa sui cerchi della sezione aurea, che regalano al segno la massima armonia e leggibilità nelle sue linee. Anche la scelta tipografica segue due strade complementari, entrambe guidate dalla volontà di un marchio distintivo, riconoscibile e flessibile: Baskerville, font serif del 1757 creato dal calligrafo John Baskerville, oggi considerato tra i dieci migliori caratteri della storia per leggibilità ed eleganza — scelto per rappresentare il ponte tra passato e presente; Avenir, sans serif disegnato da Adrian Frutiger, caratteri geometrici con un'anima umanistica che lo rendono versatile sia nei testi che nei titoli. L'obiettivo non è legare il brand a una tendenza, ma costruire un'iconografia capace di trasmettere riconoscibilità, contemporaneità ed eleganza senza tempo.

Il marchio in ogni dettaglio

Il marchio prende vita nelle sue diverse applicazioni, pensate per adattarsi a ogni contesto e formato: dalla combinazione completa di simbolo, nome, payoff "One of a Kind" e località per i grandi formati, fino al solo simbolo grafico per i materiali e i prodotti interni all'hotel, mai al di sotto dei 2 centimetri.

Lo stesso linguaggio si ritrova nei collaterali pensati per accompagnare il soggiorno dell'ospite: la key card, i biglietti da visita nelle varianti blu e oro, la carta da lettere, il sacco per la biancheria, il luggage tag da agganciare ai bagagli, fino al checkout wallet che saluta l'ospite con un "Thank you!" scritto a mano. Timbri di ceralacca, dettagli calligrafici e citazioni scelte con cura accompagnano ogni touchpoint, mantenendo vivo il gioco tra passato e presente che attraversa tutto il progetto.

Il marchio si completa negli spazi reali di The Goethe Hotel, dove l'eclettismo dell'interior design incontra la semplicità del segno grafico. Il logo compare nelle sue diverse varianti cromatiche — bianco su fondi scuri come il bordeaux della hall, oro su tonalità verdi profonde, blu su marmi chiari — dialogando ogni volta con l'ambiente che lo accoglie: passato e presente, ancora una volta, in gioco tra loro.

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Eterea

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